Risveglio e trascuratezza

Il gelo che ha nuovamente attanagliato l’Italia, con piogge e anche nevicate a quote alte, quando ormai sembra che la primavera avesse fatto capolino, ha determinato un ritardo nei lavori in giardino; a nessuno piace lavorare sotto una sottile e gelida pioggia invernale.

E così anch’io mi sono ritrovato a fare lo stretto indispensabile privilegiando quello che era possibile anticipare, lavorando sotto la veranda e tralasciando invece tutto il resto in attesa di temperature più miti e un tempo decente.

Ieri, ispezionando il giardino per fissare le priorità e organizzare il lavoro in modo da sfruttare tutti i ritagli di tempo, ho fatto una lista lunghissima.

Chasmanthium latifolium

Chasmanthium latifolium

Il glicine è già carico di gemme mentre i rami della scorsa stagione sono ancora lì, intricati, che aspettano di essere accorciati. Le ortensie sono già piene di foglioline verdi e ancora portano i fiori secchi della passata stagione, mentre il Chasmanthium latifolium con i sui steli ormai secchi alti 60 cm sta già cacciando dal basso i nuovi germogli.

Devo ancora asportare i rami secchi di Lythrum salicaria, i vecchi steli fiorali del Chrysanthemum maximum, quelli di Anemone hupehensis, e i rami della peonia erbacea; pianta che intendevo spostare in un luogo più soleggiato e che invece rimarrà dov’è ancora per una stagione.

Galium aparine

Galium aparine

Abbarbicati alla rosa, non ancora potata, stanno crescendo lunghi tralci di Galium aparine, quella fastidiosissima erba infestante dal fusto quadrangolare intervallato ogni 10-20 cm da verticilli di foglioline munite di piccolissimi uncini che in natura le consentono di attaccarsi al pelo degli animali ma che in giardino si appiccicano agli abiti, alle scarpe e alla pelle; per questo è detta “erba attaccamani”.

Devo rimuovere le fronde secche delle felci; controllare le pacciamature nei vasi prima che siano colonizzati dalle solite note; sostituire qualche vaso spaccato a causa di cadute accidentali dovute al vento; pulire, potare, rinvasare, scartare le piante defunte, e soprattutto… pensare alle semine.

Violetta (stoloni)

Violetta (stoloni)

A guardarlo così sembra un giardino abbandonato da tempo, ma in qualche angolo l’incuria ha dato esiti curiosi e in qualche modo affascinanti; come questa violetta non potata che ha prodotto lunghi stoloni ricadenti, ora in fiore.