Volevo un gelso nero…

“Volevo un gatto nero, nero, nero,
mi hai dato un gatto bianco
ed io non ci sto più.
Volevo un gatto nero, nero, nero,
siccome sei un bugiardo
con te non gioco più.”

Gatti neri

Gatti neri

Faceva così una canzone partecipante allo Zecchino d’Oro 1969. Io di gatti neri ne ho avuti tanti, fino a nove, contemporaneamente, quando molti anni fa due gattine nere abbandonate trovarono rifugio tra le foglie di una lunga fila di aspidistre piantate lungo il muro del giardino. Una partorì tre cuccioli, l’altra quattro: tutti neri! Di quella numerosissima famigliola di gatti solo uno è ancora in vita.

Non nutro grande amore per gli alberi da frutto (in giardino), ma avendo l’anno scorso assaggiato le more di gelso ed essendomi documentato sulla semplicità di coltivazione e sulle proprietà benefiche del frutto, mi era venuta voglia di procurarmene uno.

Morus alba (Gelso bianco)

Morus alba (Gelso bianco)

Dopo aver scoperto che quelle del gelso nero (Morus nigra) sono più succose e dolci di quelle del gelso bianco (Morus alba), volevo un gelso nero e rivolgendomi al consorzio vicino casa ordinai un alberello di gelso raccomandandomi che fosse nero.
All’arrivo, controllai l’etichetta penzolante dalla pianta che certificava essere un gelso nero.
Capirete quindi il fastidio della scoperta, solo pochi giorni fa, che in realtà il gelso è bianco.
I frutti sono buoni comunque, e non aciduli come riportano alcune enciclopedie, ma io lo volevo nero.