Archivio mensile:marzo 2012

Chi la dura…

Vinca minor

Vinca minor

Il lavoro e gli impegni di famiglia, in questo periodo non mi lasciano molto spazio per il giardinaggio; le malerbe, indisturbate, prendono quindi il sopravvento in più punti del giardino.

C’è un angolo dove, nonostante le pacciamature e i diserbi, ogni hanno dovevo ricominciare la guerra contro veronica, gramigna, euforbia… e una curiosa pianta dalle lunghe e robuste radici odorose che sospetto essere vetiver (Chrysopogon zizanioides) arrivata lì chissà come.

Lo scorso autunno ho deciso di mettervi a dimora delle piante tappezzanti, non troppo impegnative ma decorative, nell’intento di ridurre la proliferazione delle infestanti.

Vinca minor (fiore)

Vinca minor (fiore)

Trattandosi di un piccolo spazio ai piedi di un glicine, quindi molto soleggiato in inverno e ombreggiato in estate, ho ritenuto fosse un luogo perfetto per la pervinca (Vinca minor), pianta sempreverde, strisciante, di veloce sviluppo, che in primavera fiorisce abbondantemente in un bel color lilla.

Ebbene, a distanza di pochi mesi soltanto, la pervinca ha preso il sopravvento e delle infestanti è rimasto poco o nulla. Con un sorriso a trentadue denti mi son detto: “Chi la dura, la vince” e una effervescente amica dalla battuta sempre pronta mi ha corretto con un esilarante “Chi la dura… la pervinca!”

Vietato raccogliere le foglie

Pacciamtura con foglie secche di bambu

Pacciamtura con foglie secche di bambu

Molti anni fa, vietando tassativamente ai miei genitori di raccogliere e gettare le foglie secche, mi venne chiesto perchè e io risposi immediatamente “perchè le piante… dalla terra prendono e alla terra rendono”. Ripensandoci, mi stupisco della subitaneità della mia risposta, forse mutuata dalla biblica “polvere sei e in polvere tornerai”, o se volete dal più scientifico “nulla si crea e nulla si distrugge”. Ancora oggi resto convinto dell’utilità della mia idea e irremovibile nel praticare la pacciamatura naturale, cioè lasciare che le foglie cadute da alberi e rampicanti restino a terra fino alla primavera e, se possibile, anche oltre.

Del resto credo di non essere l’unico che si emoziona quando nel silenzio di un sottobosco sente scricchiolare le foglie secche sotto i piedi.

Purtroppo io vivo in città e il silenzio si fa desiderare, a volte anche nelle ore serali, ma quello che mi appaga, nel mio giardino, è la vista del manto di foglie; un tappeto secco e arricciato dal quale, in primavera, spuntano scille e giacinti, rosette di foglie di aquilegie, germogli di dalie e altre sorprese…

Questa scelta mi consente di proteggere dal gelo i bulbi e il piede delle piante nonché di limitare la proliferazione delle erbacce. Inoltre, in estate, mantiene fresco il terreno e mi consente di ridurre le annaffiature.

Talvolta le sole foglie del giardino non bastano quindi ricorro alla corteccia di pino (piuttosto costosa), o alle foglie secche di bambù che raccolgo nel terreno di un amico: sono gratuite, disponibili in abbondanza e, dal mio punto di vista, esteticamente più indicate.