Archivio mensile:marzo 2011

Semine: inizio dei lavori

Seminiera alveolare

Seminiera alveolare

Questo fine settimana ho dato il via alle semine. Lo avevo programmato, e in barba al brutto tempo mi sono attrezzato in veranda con terra, vasetti, vassoi, palette e… semi, tanti semi.

Per prima cosa ho fatto l’inventario dei semi disponibili: tra quelli acquistati nei garden center, quelli ordinati su Internet, quelli raccolti in giro o presso amici e quelli raccolti dalle mie piante lo scorso anno, sono arrivato al ragguardevole numero di 57 varietà. Per fortuna non tutte devono essere seminate in marzo, per cui le ho suddivise in 3 gruppi: semina di fine inverno o inizio primavera, semine di primavera, e semine di tarda primavera (per le più delicate). Alle semine estive delle biennali penserò poi.

Etichetta semina

Etichetta semina

Per la semina utilizzo una composta costituita per metà da torba e per metà da un terriccio che trovo presso Esselunga, una catena della grande distribuzione diffusa prevalentemente nel Centro Nord. Questo terriccio contiene una discreta quantità di pietra pomice che lo rende leggero e poroso (ottimo quindi anche per le Cactacee). Ottenuto dal compostaggio dei rifiuti umidi, questo terriccio ha ricevuto il Marchio di Qualità Ecologica dell’Unione Europea… Oltre ad ottenere ottimi risultati, sentirò di aver contribuito un po’ al benessere del pianeta, e mi sentirò meno in colpa per aver usato la torba.

In passato usavo vasetti e vaschette di plastica (quelle trasparenti in cui si acquistano le verdure, per intenderci). Tuttavia con i vasetti si utilizza inutilmente troppo terriccio; infatti le piantine raramente affondano le radici per più di 3-4 cm prima del trapianto. La moltiplicazione in vaschette risulta un po’ scomoda al momento della divisione con il rischio di perdere alcune piantine durante l’operazione. Tempo fa ho fatto visita ad alcune grandi aziende floricole della zona (tra Viareggio e Pistoia ve ne sono moltissime) in una di queste ho notato alcuni pallet carichi di plateaux per semine usati, ammucchiati e in attesa di essere conferiti in discarica… non ho esitato un istante e me ne sono fatti regalare un bel numero. Adesso uso quelli: comodi, si usa poca terra, e il trapianto è facilissimo.

Oggi ho seminato:

  • una varietà di Tagetes patula a fiore semplice giallo e arancio risultato da chissà quale incrocio dei T. da me coltivani negli anni passati
  • Cosmos bipinnatus “Purity”, una varietà di cosmea a fiore bianco puro
  • Bidens ferulifolia
  • una specie di Phlomix (probabilmente P. fruticosa) da semi raccolti in un’aiuola sul lungo mare di Forte dei Marmi
  • Salvia splendens “Saint John’s Fire”, la classica salvia a fiore rosso fiammante
  • Delphinium consolida in tre varianti di colore: blu, bianco e porpora
  • Chrysanthemum coccineum
  • Senecio pulcher
  • Salvia farinacea “Victoria”
  • Echinacea purpurea “White Swan”, varietà di colore bianco
  • Rumex crispus (di questa pianta vi parlerò in un altro post)
  • alcuni garofanini selvatici (Dianthus spp.) raccolti durante una passeggiata

Tagete spp.Cosmos bipinnatur "Purity"Chrysanthemum coccineum

La tecnica è quella ormai consolidata. Miscelo il composto di terra e torba eliminando i pezzi più grandi (bisognerebbe setacciare…); riempio fin quasi all’orlo le cellette del plateau e livello accuratamente; metto uno o più semi in ogni celletta a seconda della specie e del risultato che voglio ottenere; copro con un sottile strato di terriccio (solo terriccio senza torba) oppure presso i semi più piccoli sul terreno; inumidisco la superficie con un nebulizzatore; metto l’etichetta.

Per chi come me semina molte piante, in vari periodi dell’anno, è assolutamente necessario etichettare accuratamente ogni singolo plateau. Infatti molte piante germinano quasi subito (5-7 giorni) ma altre possono richiedere addirittura mesi. Senza etichette, chi ricorderebbe più cosa c’è seminato?

Io uso le etichette gialle dei fioristi; le conficco direttamente nel terreno o nei vasetti. Per scrivere utilizzo una normale matita che ha due vantaggi: il tratto non scolorisce al sole o con la pioggia e ogni volta l’etichetta può essere facilmente cancellata e riutilizzata. Le indicazioni minime che trascrivo sono le seguenti: genere, specie e varietà, provenienza del seme (al fine di verificare la qualità), numero di semi interrati oppure numero di semi per celletta, data di semina.

Mimose… e violette

Viola odorata

Viola odorata

Oggi è l’otto marzo e non posso esimermi dal fare gli auguri a tutte le visitatrici di Blogarden. Ciò fatto, mettiamo da parte le mimose, di cui forse scriverò in altro post, e parliamo invece di un’ essenza che, forse, meglio di altre annuncia l’arrivo imminente della primavera: la violetta.

Le viole del pensiero (o pansé) che si trovano ovunque ormai da mesi, sono senza dubbio belle piante, con colori sgargianti, a volte con colori pastello, ma preferisco le violette a fiore piccolo, ibridi di V. tricolor, perchè le trovo più proporzionate e meno esposte alle piogge che solitamente accasciano al suolo le corolle delle viole più grandi. Tuttavia la mia preferita resta la V. odorata.

La forma del fiore di V. odorata, o V. mammola, ha una grazia che da sola rivaleggia con i colori sfavillanti di tutte le altre, e gli si può quindi perdonare il fatto di essere “solo viola”.
E il profumo, anche se non a tutti piace, è un’altra caratteristica che manca alle pansè.

La coltivazione è semplicissima. Le piante si possono ottenere da seme, da divisione dei cespi o per stolone. Le esigenze sono minime: un terreno di medio impasto non troppo ricco e un’esposizione soleggiata nelle prime ore del mattino. Ideale è una posizione ai piedi di un albero spogliate che le protegga dal sole in piena estate. Annaffiature solo in estate e in caso di prolungata siccità.

Perenne, rustica, sempreverde, strisciante e tappezzante, V. odorata ha tutte le caratteristiche da meritarsi uno spazio da qualche parte in casa vostra: nel giardino, nell’aiuola, sul balcone o sul davanzale di una finestra. E ovunque la sistemiate sarà in fiore per la festa delle donne.

Inoltre, il colore viola e il giallo della mimosa si sposano perfettamente. Ci pensino gli uomini sensibili che per il prossimo 8 marzo vorranno omaggiare le signore con un bouquet: un mazzolino di viole ed un piccolo ramoscello di mimosa.