Archivio mensile:gennaio 2011

Odio il prato all’inglese

Prato fiorito

Prato fiorito

Il mio odio per il prato all’inglese è diventato argomento e tormento delle rare discussioni “giardinesche” che mi capita di avere con i pochi amici che condividono il mio hobby.

Pur riconoscendo un certo fascino ai quei tappeti di colore uniforme e dal taglio regolare che spesso si vedono ritratti sulle riviste patinate di giardinaggio, ritengo che il clima italiano non sia il massimo per il mantenimento di un prato in perfetto stato. Ora il caldo estivo, ora le piogge eccessive, minano a più riprese la salute dell’erba. Inoltre per avere un prato rigoglioso in estate si usa acqua (quasi sempre potabile) in una quantità che ha dell’immorale. E non parliamo delle ore di lavoro necessarie per la manutenzione!

Recenti ricerche hanno dimostrato come i miscugli per prati all’inglese siano inadatti al clima mediterraneo, dove per avere bei prati è preferibile usare specie macroterme. Tra queste vi è la gramigna (Cynodon dactylon), una delle infestanti più odiate al mondo, che può produrre radici fino a una profondità di 2 metri ed ha uno sviluppo laterale (per stoloni) molto vigoroso. In bocca al lupo.

Dal punto di vista estetico ritengo che un prato abbia senso se gli spazi a disposizione sono grandi, molto grandi, e se al limitare del prato si trovano arbusti alti o ancor meglio degli alberi. Trovo ridicolo il tappetino erboso di 20 mq nel cortile di un condominio (e ne ho visti!) che è ancora più ridicolo quando nel bel centro (all’incrocio delle diagonali) vi si trova piantata, ad esempio, una bella Yucca

Nel mio giardino non c’è spazio sufficiente per un prato all’inglese e personalmente preferisco avere piccoli spazi di prato spontaneo: lascio che le pratoline (Bellis perennis) e le violette (Viola odorata) prendano il sopravvento; nei luoghi dove queste non arrivano stendo la pacciamatura e consento solo a pochi ciuffi di aglio selvatico (Allium triquetrum) di farvi capolino. Oltre ad essere decorativi in primavera con i loro fiori campanulati bianchi, si dice abbiano la proprietà di repellere gli afidi.

Se disponessi di ampi terreni o di radure, credo farei la stessa cosa, spargendo semi di rosolacci (Papaver rhoeas), di fiordalisi (Centaurea cyanus), di vesbaschi (Verbascum spp.), di crisantemi e margherite varie (Chrysanthemum spp. e Anthemis spp.), bulbose e orchidee selvatiche, e tutte quelle essenze che noto durante le mie passeggiate e che mi inducono alla sosta e all’osservazione.

Prato: campo il quale non lavorato serve a produrre erba, per pascolar bestiami e dar fieno.

Alcune piante con fioritura prolungata

Qui da me in Toscana è sinceramente prestino per pensare alle semine, ed è per questo che invidio i nostri amici del Sud Italia (recentemente in TV si sono visti bagnanti sulle spiagge siciliane!), tuttavia vorrei segnalarvi alcune delle piante stagionali che più ammiro, ed utilizzo, per le mie aiuole e le mie fioriere. Si tratta di piante semplici ma che sono capaci di fioriture molto prolungate, fin quasi a ottobre-novembre, con un investimento davvero minimo.

Tagetes patula nana "Lemon Drops"

Tagetes patula nana "Lemon Drops"

Adesso qualcuno storcerà il naso, ma io adoro i Tagetes (noti anche come puzzoline, garofani d’India o vellutini a seconda della regione). Li uso a piene mani. Una specie nana, T. patula nana “Lemon Drops” (letteralmente “Gocce di Limone”), alta poco più di 20 cm, la impiego per le aiuole e i piccoli vasi da balcone. Molto compatta e fiorifera anche la specie T. patula “Pascal” con i fiori semplici e ligule bicolore. Alcune varietà più alte, ad esempio quelle della specie T. erecta, sono affascinanti se coltivate in un bordo misto. Una cosa che amo dei T. è che attirano i bombi, “paffuti” e innocui insetti che animano il mio giardino per tutta l’estate. Inoltre si ibridano facilmente e ogni primavera non so mai cosa nascerà dai semi che ho raccolto in autunno.

Zinnia linearis

Zinnia linearis

Altra pianta che veramente merita la medaglia d’oro della fioritura è la Zinnia linearis: io ne coltivo una varietà di colore arancio, superstite di un mix denominato “Mexican Mix”, ma ne esistono anche di colore giallo e bianco. I fiori di questa pianta hanno una durata che ha dell’incredibile: rimangono aperti per settimane prima di cominciare ad appassire… molto lentamente. Provate a spargerla qua e là tra le erbacee perenni, accanto alle felci o in mezzo alle altre annuali. I lunghi steli fiorali ne fanno un’ottima pianta anche per la produzione di fiori recisi.

Rudbeckia hirta "Toto"

Rudbeckia hirta

Similmente alla Zinnia, la Rudbeckia hirta, nella varietà “Toto” (alta 20 cm) regala pochi fiori su rami scarsamente ramificati, ma la durata dei capolini è ragguardevole e il contrasto tra il “bottone” centrale di colore bruno e il giallo acceso delle ligule è spettacolare. Aspettate di vederle a fine estate, nel momento in cui il sole tramonta…